Curling, personaggi fantastici e dove trovarli.

Una doverosa introduzione:

Il mio primo approccio con il curling risale ad una quindicina di anni fa.

Io e alcuni miei compari rimanemmo affascinati e divertiti nel vedere questa disciplina poco conosciuta e quando si presentò l’occasione dei campionati europei a Claut, paesino di montagna della Val Cellina in provincia di Pordenone, non ci lasciammo perdere l’occasione di vedere la finale Italia-Scozia.

O meglio…la perdemmo.

Perché poco dopo aver preso posto sugli spalti del palaghiaccio ci accorgemmo che la finale si era svolta il giorno prima e di conseguenza dovemmo assistere solamente alla premiazione (in puro stile “Giochi senza frontiere” con una spruzzata di “Ok, il prezzo è giusto).

Per la cronaca l’ Italia arrivò seconda.

Ci rimase quel fastidioso prurito di aver perso un’occasione più unica che rara.

Anni dopo il mio affezionatissimo amico d’infanzia Kurma, personaggio appassionato di ogni genere di sport, a volte a livello maniacale, ci propose di ritornare nella località montanara per passare un pomeriggio per imparare e praticare quello che viene definito anche “scacchi sul ghiaccio”.

La gita fuori porta fu così interessante e divertente che divenne una attesissima tradizione annuale.

Oltre a questo ammetto che recarmi nella pittoresca località di Claut mi solletica sempre in modo particolare.

È il paese di origine di mio padre e lì il cognome della mia famiglia è onnipresente, per certi versi un’ istituzione; una famiglia di pionieri delle vie di comunicazioni che ha dato molto alla valle.

Per quanto io non conosca praticamente una parola di dialetto clautano e non sia stato un assiduo frequentatore, questo piccolo mondo antico mi provoca sempre una sensazione di appartenenza e di ritorno alle origini.

Febbraio 2018

Siamo un buon numero di giocatori.

Abbiamo il Kurma, la Ransie, la Kat, Mr Bison, il Razza, la Sylpex, Mizio e Dexter.

Arriviamo nella piazza del paese per la tradizionale sosta alla gelateria da Cris, fulcro sociale della comunità clautana.

Poco gelato e molta grappa.

Decidiamo per una verticale di variegati gusti; non vogliamo farci mancare niente.

Mentre penso alla mia strategia per trovarmi in squadra con il Kurma e la Ransie, campioni uscenti dell’anno precedente, la Sylpex semina il panico generale con una semplice domanda:

<< Qualcuno si è ricordato di comprare la cassa di luppolo? >>

Per fortuna ci viene in soccorso la titolare della gelateria che ci procura una cospicua fornitura di Moretti belle fresche.

Devo confessare che la vera motivazione di questa sosta non è solo una scusa per alzare il tasso alcolemico.

L’esperienza mi ha insegnato che nelle località di montagna, in particolare nella Val Cellina, se sei un forestiero è NECESSARIO annuciarsi.

Alcuni abitanti del luogo tendono a essere spesso diffidenti e a guardarti in maniera sospettosa, soprattutto se sei piombato nella loro routine con la delicatezza di un elefante in una cristalleria.

Per alcuni abitanti del luogo intendo i professionisti del bancone; quelli che da qualche minuto ci stanno fissando in maniera torva sorseggiando i loro bianchetti.

Come mi aspettavo un autoctono di grigio vestito mi si avvicina lentamente e mi sussurra:

<< Ce faseo qui…cui sieo…de cui suosto?>> (Cosa fate qui…chi siete…di chi siete figli?)

Sfoggio l’ unica frase in clautano che conosco e che ho imparato a pronunciare meccanicamente:

<< E suoi al canai de Tunin dela Mora…de Quinto dele coriere. >> ( Io sono il figlio di Antonio della Mora…e di Quinto delle corriere.)

Il Grigio continua a fissarmi diffidente ma grazie al cielo mi viene in soccorso di nuovo la proprietaria:

<< Lascia stare i ragazzi! Vengono qua ogni anno per il curling. Lui è il nipote di Maria. Bevi un altro bianco e stai buono.>>

<< ...AAA…IOI ADES AI CAPÍ DE CUI CHE TE SUO! >> ( Adesso ho capito di chi sei figlio! )

Scampato pericolo.

Arriviamo al palaghiaccio.

Troviamo ad attenderci Fausto, il nostro maestro Miyagi del Curling.

Scambiamo i convenevoli e proviamo ad offrirgli una birretta, ma mostrando disciplina invidiabile declina l’offerta.

Sorprendo tutti sfoggiando il mio pittoresco outfit:

⁃ baschetto del nonno

⁃ maglione intrecciato in lana

⁃ pantaloni neri in Pile

⁃ calzettoni d’altri tempi tirati fino al ginocchio

Tutto per entrare meglio nel mood e più in sintonia con le mie origini montanare.

Facciamo un po’ di riscaldamento per riprendere dimestichezza e il buon Fausto ci impartisce qualche suggerimento utile per migliorare la posizione di lancio.

<< GIÙ IL CULO! >>

Mente apro un’ altra pallottola di Moretti scopro di non essere in squadra con il Kurma e la Ransie.

Dannazione.

Ora, potrei fare il figo e decantare quanto siamo bravi ma la verità è che la maggior parte di noi è goffa e qualche bestemmione , degno di Amos Mosaner, risuona tonante per tutto il palaghiaccio.

Io non perdo l’occasione di perculare il buon Dexter dopo un rischiosissimo tonfo coccigeo.

Nonostante tutto ci impegniamo e ogni lancio e’ vissuto con grande concentrazione.

Incomincia la staffetta in bagno.

Freddo e birra stimolano le vesciche.

Mr Bison si professa campione delle sbocciate, ma sono più le Stones che finiscono sul fondo che quelle a segno.

Mizio invece si dedica con passione all’ arte dello swiping.

La Sylpex d’altro canto è una giocatrice degna così cerco di stimolare la sua competitività per risollevare le sorti della partita che sta inesorabilmente per riconfermare vincitori i campioni uscenti.

Non sarà sufficiente, ahimè.

Arriviamo al sesto End e un po’ la buttiamo in vacca perché già stiamo pensando alla prossima destinazione: la mitica Osteria Cellina.

Salutiamo Fausto e ci diamo appuntamento all’anno seguente.

Facciamo la nostra rumorosa entrata in Osteria e subito ci viene incontro il Borsatti, l’ oste, meravigliato dal numero degli avventori e probabilmente anche dalle presenze femminili.

Una rarità in questo angolo di mondo.

Lancio un’ occhiata al bancone e manco a dirlo ci sono gli stessi professionisti presenti al giro di grappe in gelateria.

Faccio due conti e capisco che sono più o meno quattro ore che questi fenomeni stanno calibrando il loro ematocrito.

Il Grigio mi fa un cenno con la testa.

Ottimo, non incorreremo in problemi.

Da quel momento è un turbine di cicchetti, salame, speck e formaggi tipici.

Sfruttiamo l’ esperienza enologa del Kurma e ordiniamo “qualche” bottiglia di spessore che il Borsa ci serve con entusiasmo; non credo sia abituato a ricevere dei clienti così generosi e appassionati del buon vino.

Il magnifico Oste si prende benissimo e ci propone di richiedergli delle canzoni a richiesta, in quanto dotato di linea Wi-Fi, computer e casse dignitose.

Al primo giro le richieste sono internazionali:

Dexter sceglie “Ice Ice baby” di Vanilla Ice, per rimanere nel mood termico.

Mr Bison decide per “All the things she said” delle t.A.T.U. , per rimanere nel mood ignorante.

Segue la selezione italiana:

Mizio come al solito premia i Subsonica mentre io rispolvero gli Amari con “Le gite fuori porta”.

Kat invece ci sorprende meritandosi anche un plauso richiedendo gli Stadio con “Grande figlio di puttana”, che fa sempre un bell’ effetto.

Esco fuori a fumare una pagliuzza con la Sylpex, Ransie ed il Razza.

Freschetto ma vivibile.

Si apre la porta ed esce un autoctono.

Non il mio Grigio ma un personaggio del tutto nuovo, barcollante e con un ghigno sbilenco che non promette nulla di buono.

Sento già la tensione montare.

L’ uomo prova ad imbastire una conversazione ma a causa del dialetto e dello sbiascicamento è del tutto incomprensibile.

Quello che traspare è l’ intenzione minacciosa.

Provo a spiegargli che mi è difficile capirlo e nel dubbio gli sfodero la filastrocca sulle mie origini clautane ma non sembra recettivo.

Razza e’ visibilmente contrariato e incomincia ad essere insofferente.

Lo conosco e so già che il rispetto e l’ educazione presto sfoceranno in una deriva totale di improperi al fulmicotone.

Sono quasi rassegnato e preparato al peggio quando all’ improvviso dall’ uscio fa capolinea il Grigio.

Sussurra all’ orecchio dell’ avvinazzato qualche parola che non riesco a cogliere.

Il personaggio molesto si allontana a zig-zag verso la piazza, incespicando; più e più volte.

Il Grigio si volta verso di noi, ci fa un cenno col capo e rientra nel locale.

Mi fa venire in mente il vecchio Clint in “Gran Torino”.

Che carisma…

Finiamo i beveraggi e chiediamo la cuenta al Borsa.

Si avvicina in punta di piedi con lo scontrino, ossequioso ed evidentemente imbarazzato.

La mano tremante e il ghigno di chi tenta di fare il veneziano.. ma col senso di colpa del buon cristiano. (Cit. Kurma)

A quanto pare abbiamo battuto il record dell’ Osteria Cellina e non sembra abituato a presentare cifre di questa entità.

A noi sembra un prezzo giusto e appagante quindi lo rassicuriamo.

Riprendiamo le carrozze e ci avviamo verso casa.

Note dell’ autore:

Pochi giorni fa la Nazionale di Curling ha raggiunto un traguardo storico vincendo la medaglia d’oro alle Olimpiadi invernali di Pechino con un percorso netto.

I volti di Amos Mosaner e di Stefania Costantini imperversano giustamente nei notiziari e nelle trasmissioni televisive dando molta visibilità a questo sport che conta poco più di 400 tesserati in tutta Italia.

Le richieste per provare questa disciplina al palaghiaccio di Claut sono aumentate a dismisura.

Tutto questo per darvi una raccomandazione:

Prima di tutto ANNUNCIATEVI!

Fate pure il mio nome se può servire o comprate un vocabolario di clautano.

Safety first e godetevi l’ esperienza!

5 commenti

  1. Avatar di Donaz Donaz ha detto:

    In caso posso spacciarmi per tua cugina??? 🤣

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    1. Avatar di pier79 pier79 ha detto:

      Si, ma dovresti imparare il clautano…

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      1. Avatar di Sconosciuto Pam ha detto:

        Son curiosa se il Borsa fosse un nio parente….

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      2. Avatar di pier79 pier79 ha detto:

        Potrebbe essere😅

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      3. Avatar di pier79 pier79 ha detto:

        Prossima volta che vado indago,se vuoi😊

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