La rappresaglia di Bad Gastein (terza ed ultima parte)

Usciamo finalmente dalla maleodorante camera e ci dirigiamo verso il luogo dell’appuntamento concordato con Kurma e Blackie.

Si tratta di un cocktail bar molto sciccoso, all’interno di un ex casinò.

È la prima volta che entriamo in questo palazzo e rimango straniato alla scoperta dell’ ambiente interno.

Ogni piano presenta un’ ampia sala marmorea, grandi colonne con capitelli d’oro, effigi su lucidi pavimenti ed enormi lampadari di cristallo pendenti dal soffitto.

<< Ma dove cazzo siamo finiti…>>

Ci sorprendiamo del fatto che l’intera palazzina sia accessibile, senza nessun controllo; o forse siamo solo fortunati a non incrociare la Security.

Accuso uno svarione…colpa dell’alcol sicuramente ma anche dalla vertigine di trovarmi in uno scenario che cozza in maniera netta con il resto della cittadina che conosco.

È oltremodo un po’ inquietante e mi ricorda una versione più lussuosa dell’ Overlook Hotel di Shining.

Se in questo momento incontrassi qualcuno in queste stanze probabilmente chiederei ai miei compari rassicurazioni sulla sua esistenza…non vorrei fare la fine di Jack Torrance.

Imbocchiamo una porta a caso e magicamente ci ritroviamo nel cocktail bar.

Mi si inumidiscono gli occhi.

Un lungo ed elegante bancone con dietro un’ enorme parete adorniata dalle più prelibate leccornie che la distillazione in botte abbia mai creato.

Fremo e sbanfo di bramosia.

Non ci accorgiamo neanche di Kurma e Blackie, intenti a disquisire con due ragazze lituane in un angolo del banco.

Attiro l’attenzione del barman, un ragazzo elegante in camicia bianca, chiamandolo Lloyd.

Comprensibilmente non capisce l’ironia.

Ordino un Zacapa mentre gli altri scelgono varie miscele.

Beviamo in fretta; siamo carichi per seminare il dovuto caos nei disco bar del paese.

Blackie, Mappa e Kurma sembrano essere spariti.

Forse se li è presi l’ Overlook…

Decidiamo di temporeggiare con un giro di shottini indefiniti fino a quando fanno la loro ricomparsa sovraeccitati e ridacchianti.

Qualcosa è successo.

Nel trambusto della nostra uscita di scena dal locale percepisco solo le parole “genio” e “capolavoro”.

Boh, mi riservo di informarmi più tardi.

Siamo di nuovo in strada desiderosi di recarci al locale più frequentato di Bad: il Silver Bullet.

Abbiamo perso un po’ l’ orientamento e cominciamo a discutere animatamente se prendere un taxi per raggiungere la meta o camminare ulteriormente.

Siamo tutti convinti che il Bullet dev’ essere alquanto distante dalla nostra posizione attuale.

Optiamo per il taxi.

Saliamo sul mezzo e comunichiamo all’ impassibile conducente la destinazione.

Ci fissa prima sbalordito, poi divertito.

<< No problem! >> dice.

Ingrana velocemente la retromarcia e dopo una quindicina di metri inchioda.

Siamo davanti al Silver Bullet.

<< Macchecazz…>>

Tutto molto bello.

Ho sempre più male agli addominali dal ridere.

L’autista insiste per non volere niente; la situazione esilarante valeva lo sforzo ed il millilitro di benzina.

Il Bullet è già gremito.

È il locale più frequentato di Bad ,in particolare per la sua caratteristica conformazione.

Una pista da ballo non molto grande ma con al di sopra una balconata a circoscriverla, interrotta dalla postazione isolata e sopraelevata del DJ.

Una specie di altare o più propriamente un balcone papale.

Sarebbe tutto bellissimo se non fosse che la musica nei locali austriaci fa solitamente cagare.

A peggiorare il tutto il fatto che nella nostra truppa contiamo il Puta, uno dei migliori DJ del Triveneto per quanto riguarda la musica elettronica.

È oggettivamente blasfemia farti assaporare e gasare con l’ intro di “Genesis” dei Justice per poi subito mixarla con una stronzata di Avicii.

Verrebbe quasi da appendersi al DJ resident, tirarlo giù con la forza e metterci il nostro amico.

Tutto sommato stasera sembra andare meglio del previsto.

Siamo arrivati durante l’ esibizione di un sassofonista che performa sopra delle basi House.

Un bel mood.

Mr Pisc, il nostro tesoriere, si prodiga e recupera bottiglie di Smirnoff e Beefeater.

Cominciamo a trangugiare flussi importanti di sostanze alcoliche.

Approfitto dell’entusiasmo dei miei compari e sfodero il mio famigerato pennarello indelebile nero.

Solitamente i miei amici ne sarebbero terrorizzati ma siamo tutti in quello stato di ebbra gioia in cui ogni idea può sembrare divertente ed accettabile.

Il fatto che abbiamo una missione in questo paese straniero ed una spiccata attitudine provocatoria mi porta a non perdere tempo e tirare subito un carico da 90.

Prendo la nuca del Mappa e ci disegno sopra una svastica.

Un paio di ragazze accanto a noi non sembrano apprezzare ma la cosa non mi tange.

Io mi autoinfliggo un “Bad Ass Gastein” sull’ interno dell’avambraccio.

Al Buch coloro le unghie delle mani; sempre un classico.

Marin comincia ad intrattenere la fauna femminile locale raccontando barzellette non propriamente politically correct.

Rincorrendole quando necessario.

Blackie, sentendosi imbarazzato lui stesso per questo teatrino, cerca di fermarlo ma ormai il mio amico è praticamente al centro di un coito.

Deve concludere.

Con tono sbiascicante ma risoluto si rivolge a Blackie:

<< Blackie…dimmi una cosa…io ti ho mai limitato? >>

<< No amico…hai ragione. >>

Così Marin torna a rivolgersi alle malcapitate concludendo una strampalata freddura riguardante una ragazza senza gambe ed un ghiacciolo.

Non chiedetemi. Non voglio ricordare.

Decido di sfruttare la preziosissima sala fumatori.

Mi trovo completamente circondato da giovani austriachelli (Austriaci + gavanelli).

È tipico di questa popolazione il continuo sforzo di assomigliare stilisticamente a noi abitanti del Bel Paese.

Credo che questa ricerca sia fondamentalmente dettata da un fattore genetico.

Non bisogna dimenticare infatti che sono quasi tutti figli dei nostri bagnini dell’ Adriatico.

Ovviamente il risultato è sempre ed inesorabilmente catastrofico.

Pur avendo una buona scorta di paglie ne scrocco una ad un povero sfigato che sta infastidendo una ragazza, visibilmente stizzita; così…solo per il gusto di rompergli i coglioni e dare il tempo a lei di togliersi dall’ impaccio.

Tornato nella sala principale fatico ad individuare la truppa.

Trovo Puta che osserva basito una scenetta con protagonista il Rulo ed una ragazza minuta con dei bellissimi e languidi occhi azzurri.

Mi aggiungo al pubblico e cerco di ricostruire i fatti.

La ragazza è irrimediabilmente ubriaca; sembra abbia perso i suoi amici ma soprattutto continua a cercare di farsi baciare dal mio amico, socchiudendo gli occhi e offrendogli le labbra.

Con un magnifico colpo di scena il Rulo sentenzia:

<< I don’t want to kiss you. I want to lick your eyes. >>

Non mi risulta che su Pornhub esista una categoria “Leccare gli occhi” però dal risultato credo dovrebbero inserirla.

La gavanella, spannata quanto il mio compare, accetta.

Puta ed io non possiamo credere a quello che stiamo assistendo: la Fraulein si predispone ed il Rulo cerca di tenerle la palpebra aperta mentre con la lingua cerca di leccarle l’ iride.

Purtroppo lo scarso equilibrio di lei non permette una posizione stabile.

Sembra più un balletto di coppia ma con un pizzico di torbido.

Vorrei smettere di guardare ma non riesco…è come guardare un cane con tre zampe.

Gli addominali mi fanno sempre più male.

Dopo numerosi tentativi desistono.

Viene infine recuperata dagli amici, caricata in spalla e portata via di peso.

Dopo numerosi beveraggi e colorate freschezze ci ricongiungiamo con il resto della compagnia e ci dirigiamo in un altro localino.

La coda all’entrata è un problema che non avevamo calcolato.

Mr Pisc si accorge subito del pericolo.

<< Oh cazzo…Rulo aspetta! >>

Ma Rulo è gia partito.

E’ in piena trans agonistica;sta gettando il cuore oltre l’ ostacolo. Salta tutta la fila urtando numerose persone in attesa.

Cerca arrogantemente di attraversare la folla come un coltello bollente che taglia il burro.

E noi dietro.

Lo perdiamo di vista per qualche secondo.

Nel frattempo mi accorgo che un tizio dai capelli corvini si è particolarmente infastidito e medita vendetta.

Sta inseguendo Rulo urlando:

<< EHI! MUCHACHO! >>

La situazione è critica ma mi ritrovo a ridere da solo come un deficiente.

…Muchacho…in Austria…

PERCHÉ?

Vedo comparire Rulo.

Sembra stia lievitando…

Ah no…

È stato sollevato da un buttafuori di colore alto 1 metro e 90 che nel buio della notte non avevo percepito.

Riesco ad infilarmi in mezzo al Rulo e al ragazzo vendicativo appena in tempo.

Spiego la situazione al tizio e lui sorprendentemente si dimostra comprensivo.

Nel frattempo sento distintamente dietro di me il Rulo che mi suggerisce:

<< Digli di andare a farselo mettere. >>

Prima di salutarlo non resisto alla tentazione e gli chiedo perché “Muchacho”…

Sembra colto di sorpresa; mi spiega che sua mamma è di origine argentina.

Ok…spiegazione deludente e fingerò di crederci.

Ci salutiamo.

Incredibilmente ci permettono di entrare nel bar ma non ci fermiamo a lungo.

L’esperienza ci insegna che tra qualche ora gli eccessi e la nostra incoscienza etilica ci chiederanno il conto.

Urge asciugare con dell’untissimo Junk Food.

Raggiungiamo il solito Kebabbaro fuori dall’ ostello.

Rompiamo il cazzo un po’ a tutti; passanti, clienti e ovviamente agli esercenti.

Avrebbero tutto il diritto di sputarci nel panino; se lo fanno non ce ne accorgiamo.

Rientriamo all’ ostello silenziosamente ed in maniera composta.

…Scherzo…

Siamo sporchi, puzzolenti, rumorosi e brutti.

Veramente brutti.

Le facce deformate dall’alcol.

Ci sistemiamo alla bene e meglio sui nostri letti a castello.

Nel giro di pochi secondi è tutto un russare del Mappa, apnee notturne del Buch e scoregge del Kurma (un vero Sensei).

Poi un rumore, come di rami spezzati.

Improvvisamente il caos.

Accendiamo la luce e la situazione è chiara sin da subito.

Uno dei letti superiori è crollato su quello sottostante; uno dei supporti ha inspiegabilmente ceduto.

Ridiamo come cretini.

…gli addominali…che male…

Poi facciamo la conta.

Manca qualcuno.

Manca Spruzzo.

Spruzzo è sepolto dalla carcassa del letto.

Non è ferito, non è infastidito, non è preoccupato.

È semplicemente lì.

Vuole solo dormire. Scommetto che se lo lasciassimo in quello stato ci riuscirebbe senza problemi.

Ha le spalle larghe Spruzzo.

Togliamo i resti del giaciglio; valuteremo i danni quando saremo un po’ più lucidi.

4 ore di sonno ed è già mattina.

Siamo delle larve ma urge sistemare la questione danni.

Buch recupera dalla macchina la sempre presente cassetta degli attrezzi e nel giro di pochi minuti riesce a dare una parvenza di normalità alla struttura del letto.

Si è superato anche stavolta.

Penso al poveretto che ci dormirà sopra prossimamente;e anche a quello che ci dormirà sotto.

Sistemiamo meglio che possiamo l’ alloggio, facciamo il checkout e fuggiamo.

Blackie sembra accusare il colpo.

Getta un fiotto acido nella neve, proprio davanti al bar dove solitamente facciamo colazione.

Emette strani grugniti ed implora di essere riportato a casa, al sicuro.

Siamo tutti d’accordo ma prima è necessaria una buona colazione e una valutazione complessiva della missione.

Un debriefing, sostanzialmente.

Siamo soddisfatti.

Abbiamo dato tutto.

Una rappresaglia degna, nel complesso.

Mi rimane una curiosità e la espongo alla tavola rotonda, in particolare al Mappa e Kurma.

Cosa è successo all’ ex casinò?

Mappa e Kurma sogghignano.

Mappa prende il telefono e mi mostra una foto scattata da Blackie, grande estimatore della simmetria e di Wes Anderson.

Il genio.

Il capolavoro.

La cigliegina sulla torta di questa rappresaglia punitiva in terra austriaca ma con il nostro distinguibilissimo ed inimitabile stile.

Alla prossima crucchi.

Note dell’ autore:

Avrei avuto a disposizione una mole enorme di immagini e video a testimonianza dei fatti avvenuti durante La rappresaglia di Bad Gastein; per questioni di privacy e legami di amicizia che voglio mantenere ho utilizzato solo il necessario.

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