Stress

15 Gennaio 2016

L’appuntamento con Lebo è al Caffè della piazza.

Lo trovo al banco alle prese con un Negroni e capisco che devo già recuperare il terreno perduto.

Ordino un Martini cocktail, bello secco.

Se vuoi spiazzare un compagno di serate, avere il suo rispetto e mettere le cose in chiaro sul proseguimento della serata non esiste scelta migliore; un cocktail che dovrebbe essere un aperitivo ma che ha l’effetto di 5 ordigni nucleari.

Dopo i convenevoli Lebo sguaina il cellulare con l’intento di reclutare altri agenti operativi per la nottata, come suo solito.

Mi colpisce sempre la sua capacità organizzativa; mi ricorda il cartone animato M.A.S.K. , celebre negli anni ‘80, in cui i protagonisti si riunivano per scegliere gli agenti più adatti alla missione.

Lebo: <ci serve un autista.>

P: <Marin?>

L: < è a Lignano.>

P: < Zarathustra?>

L: < non è automunito al momento >

P: <Kenny?>

L: < Patente ritirata. Ou, non ti ricordi di quel lavoretto andato male a Piancavallo?>

P: < cazzo, è vero. Brutta storia. Beh…rimane Omissis…>

L: < uuuu ottima idea! È praticamente astemio. Chiamo.>

Omissis, personaggio tranquillo ed introverso, ci raggiunge al Gordo.

Lo informiamo del programma: aperitivo variegato in centro, cazzeggio totale e poi blitz al Deposito Giordani dove in serata si esibirà Francesca Michielin.

Della Michielin non ci importa granché a dire il vero; il nostro obiettivo è seminare un po’ il panico e scroccare un drink al nostro beneamato Puta, resident Dj e direttore artistico del locale.

Raggiunto il livello adeguato consegno le chiavi del mezzo ad Omissis e visto che siamo in anticipo sulla tabella di marcia decidiamo di macinare qualche Chilometro a cazzo intorno a Pordenone, ascoltando un po’ di musica.

Fingo indifferenza quando scelgo la chiavetta USB.

In verità l’ho riempita poco prima di uscire con pezzi che so infiammeranno il mio compare.

Parte “My generation” degli Who ed è già un “…f-f-f-fade away…” collettivo che riempie l’abitacolo.

Con “Wake up” degli Arcade Fire Lebo sta già sbanfando e lanciando proseliti magnificando con grande entusiasmo la band canadese.

“Come se” dei Subsonica crea scompiglio in quanto Lebo si ostina a cantare “Come che” e mi sanguinano le orecchie.

La batteria elettronica di “Blue Monday” dei New Order irrompe ed Omissis rischia la lapidazione quando afferma letteralmente che “questo pezzo fa schifo”.

Penso a “Bastogne”, romanzo del pretoriano della Old School Enrico Brizzi, dove due ragazze malcapitate fanno una cruenta fine per aver definito “musica da tinello” i Public Image Ltd.

A differenza loro Omissis viene risparmiato, nonostante tutto; d’altronde è lui che guida e di autisti al momento c’è scarsità.

Cerco di convincere Lebo dell’impatto innovativo di “Copy of A” dei Nine Inch Nails ma capisco che lui non è pronto per l’ Industrial e mai lo sarà.

Nel frattempo ci avviciniamo al Deposito; c’è spazio per un ultimo pezzo e decido di accettare richieste.

Omissis mi chiede un pezzo dei Coldplay.

Cortesemente lo mandiamo a cagare.

La chiavetta sceglie da sola.

È “Stress” dei Justice nella versione live, uno dei pezzi preferiti mio e di Lebo, colonna sonora di innumerevoli serate.

Un pezzo che per attitudine si presta benissimo al mood in corso; ci carica a molla, vengono accese sigarette, i pugni sbattono sul tettuccio, Omissis sbanda pericolosamente ma il fatto non ci preoccupa minimamente.

Mi sembra di intravedere una ragazza sul ciglio della strada mentre sfrecciamo, ma dev’essere la mia immaginazione. Siamo in una zona piuttosto isolata.

Godiamo all’arrivo del drop che segue i violini dell’ intro.

Facciamo il nostro ingresso baldanzoso e minaccioso al Depo; Puta sfodera il solito ghigno che maschera preoccupazione, ma sembra tranquillizzarsi quando capisce che non siamo da buttare via.

Francesca Michielin ha già finito il suo concerto e sta già dispensando autografi e selfie al pubblico di un’età sorprendentemente bassa.

Ci viene incontro Fartlek, l’allenatore della nostra sgangherata squadra di calcio amatoriale, assieme alla sua giovane progenie.

Entro in fase Detective.

Mi informa che il concerto è stato bello e che la Michielin ha suonato un fottio di strumenti dimostrando una grande attitudine; immagazzino le info.

Lebo mi fulmina con lo sguardo e capisco che abbiamo avuto la stessa idea.

Vuoi non fare un selfie con la Franceschina?…sei lì…

Mentre avanziamo verso la bambolina mignon che sfoggia un maglioncino grunge a fascia nere e rosse non posso fare a meno di notare di come si trasformi il suo volto ad ogni selfie.

Seria-sorriso a 60 denti-selfie

Seria-sorriso a 60 denti-selfie

Seria-sorriso a 60 denti-selfie

E così via.

L’immagine di Chucky, la bambola assassina mi attraversa il lobo frontale. Inquietante.

Un’altra cosa mi colpisce: è Lebo che si agita al mio fianco.

L: < ou…PietroPaolo…>

P:< cosa c’è?>

L: < non mi va più di farlo.>

P: < qual è il problema,vez?>

L: < …è che non mi ricordo…>

P: <cosa?>

L: < …il nome…si chiama Michela Franceschin o Francesca Michielin?>

P: <rilassati, Lebo!>

Salutiamo Michela Franceschin e le facciamo spudoratamente i complimenti per il bellissimo concerto, non dimenticandoci di elogiarla per la sua abilità polistrumentistica.

Scattiamo il selfie e concludiamo la serata con un paio di flauti di birra al banco.

Rimane una sola cosa da fare: richiedere un pezzo al Puta, già dietro alla Console, per continuare la serata, per mettere benzina nell’anima.

Non c’è dubbio sulla scelta.

STRESS.

Nota dell’autore:

Mi sono dilungato più del solito in questo racconto che sebbene fosse programmato da tempo è stato scritto di getto, come la maggior parte delle mie serate con Lebo.

Era personalmente necessario e doveroso.

Lebo è uno pseudonimo che ho inventato per un intimo amico,quasi un fratello, che non c’è più.

È grazie a lui che ho deciso di aprire Unblogpienodigente e me ne rendo conto solo adesso.

Questo piccolo racconto è dedicato a lui.

7 commenti

  1. Avatar di Mario Mario ha detto:

    si legge tutto d’un fiato. Non è facile scrivere un racconto che scorre veloce come una birra fresca giù dal gargarozzo….bravo Pier. Leggenda Lebo

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    1. Avatar di pier79 pier79 ha detto:

      Grazie Mario. Mi hai fatto venire voglia di un bel flauto di birra

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  2. Avatar di Sconosciuto Anonimo ha detto:

    Top. Non faccio altri commenti superflui 👏👏

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    1. Avatar di pier79 pier79 ha detto:

      Ti ringrazio

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  3. Avatar di Sconosciuto Anonimo ha detto:

    Bravo Pier! Un abbraccio

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    1. Avatar di Sconosciuto Mr.Bison ha detto:

      Ti lascio questa recensione… Che potrebbe fungere da concatenamento ad altro articolo . PRESTIGE ❤️

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      1. Avatar di pier79 pier79 ha detto:

        Ahahah i bergamaschi😂

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